
Mi chiamo Cristiano Zanardi e potremmo già esserci incrociati su qualche sentiero.
Sono nato a Tortona, in provincia di Alessandria, nel 1981 e ho avuto la fortuna di crescere a Caldirola, un piccolo paesino dell’appennino piemontese, avvicinandomi fin da ragazzo alla montagna e alle camminate sui sentieri. Pur dovendomi poi allontanare, per ragioni di studio e lavorative, dalla montagna, ho sempre mantenuto forte il legame con il mio paese di origine che, di fatto, non ho mai abbandonato.
“A un passo dalla vetta” è un percorso nato, un po’ per gioco, nel settembre 2012: in un periodo in cui faticavo a trovare nuovi stimoli, ho ripreso in mano la passione per l’escursionismo già sperimentata da ragazzo e “paciugando” ho creato un blog animato dall’intento di raccontare, attraverso parole e immagini, le mie giornate in montagna a tutti coloro che condividevano la mia stessa passione.
Camminando, mi sono reso conto che, per chi voleva frequentare a piedi l’appennino delle quattro province, c’era una grossa difficoltà di reperimento delle informazioni: mancavano siti, blog o libri da cui trarre indicazioni e al tempo stesso, per le nostre valli, l’escursionismo poteva rappresentare una delle principali risorse. Così, ho cercato di raggruppare sul blog tutto ciò che mancava e che poteva essere utile per chi desiderasse avvicinarsi alla scoperta del nostro territorio: piuttosto rapidamente, “A un passo dalla vetta”, è diventato il ritrovo di numerosi appassionati di montagna desiderosi di ripercorrere i miei stessi passi. Una crescita sorprendente, per certi versi, agevolata dallo sviluppo dei social network, che sono stati una fondamentale cassa di risonanza per il mio progetto.

Gli anni tra il 2013 e il 2017 sono stati quelli in cui il blog si è arricchito della maggior parte dei contenuti, diventando una sorta di “diario di viaggio” in cui hanno trovato spazio aneddoti, emozioni e particolari di tante giornate spensierate trascorse sui sentieri. Racconti in cui è facile trovare traccia di chi mi ha fatto compagnia, divenendo quasi un “amico” dei lettori: da Francesca – con cui ho condiviso ciaspolate, salami e bottiglie di vino in cambio di preziosi consigli sullo sviluppo del progetto fin dalla sua partenza – ad amici come Fosco e Umberto, che a volte compaiono accanto a me sui percorsi; da mio padre – presenza costante anche se spesso nell’ombra in tantissime escursioni, soprattutto ai paesi abbandonati, tra il 2013 e il 2015 – ad Ilaria, con cui ho realizzato le escursioni dal 2015 al 2025.
Camminare, per me, è stata una cura che mi ha aiutato a trovare la mia “strada”. Sui sentieri, i pensieri scorrevano veloci e mi rendevo conto che avevo tanti interessi da approfondire: su tutti, quello per i paesi “fantasma” del nostro appennino e quello per la scrittura. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo libro, “I villaggi di pietra”, dedicato proprio ai paesi abbandonati del nostro appennino. Nel 2015, rapito dall’affascinante storia di Renéusi, ho pubblicato il mio primo romanzo “Il paese silenzioso”, opera segnalata dalla giuria del Premio Nazionale di letteratura rurale “Parole di Terra”. Nel 2016 con “Vite sommerse”, ho dato voce alla scomparsa del borgo dei Frinti in val Brugneto. Nel 2017 e nel 2018 è stata la volta dei due volumi di “A un passo dalla vetta”, guida alle più belle escursioni sui nostri sentieri; nel 2019 con “La zappa e la forca” sono tornato a romanzare vicende di cui ormai si era persa traccia, nascoste tra le pieghe delle nostre montagne.
“A un passo dalla vetta” continuava a crescere, gli eventi a cui partecipavo per presentare i miei libri si susseguivano, permettendomi di conoscere e farmi conoscere da tante persone appassionate, come me, al nostro appennino. Cosa sarebbe mai potuto andare storto?

La risposta è arrivata nel 2020, l’anno in cui molto è cambiato. La pandemia ha sconvolto le nostre abitudini, bloccando ogni attività sociale in montagna e non solo, obbligandoci a sperimentare nuove alternative. L’ anno successivo, la scomparsa di mio padre ha rimescolato nuovamente le carte, imponendomi altre priorità cui, giocoforza, ho dovuto dedicarmi. I contenuti pubblicati sul blog si sono ridotti, facendosi più tecnici e hanno iniziato ad essere accompagnati dai video esplicativi pubblicati sul mio canale Youtube, per arrivare in maniera ancora più immediata ad un pubblico che ha sempre meno tempo da dedicare alla raccolta delle informazioni. Sono riuscito a completare “Nelle terre del Giarolo”, guida dedicata alle escursioni nelle alte valli del Curone e del Borbera a cui avevo iniziato a lavorare sul finire del 2020, dopo la delusione di un progetto naufragato, che ho pubblicato a luglio 2021 e a cui ho fatto seguire un breve ciclo di presentazioni e incontri.
La voglia di riavvicinarsi alla montagna era tanta, dopo un paio di anni complicati ma nel 2022 l’epidemia di Peste Suina Africana con i suoi cervellotici divieti ha reso quasi impossibile riprendere l’attività, bloccandola per diversi mesi. Ho deciso, così, di concentrarmi su altri progetti ed iniziative che avevano come beneficiario, neanche a dirlo, sempre la montagna e il mio paese, Caldirola.

Mi sono iscritto al CAI divenendo membro della Commissione Sentieristica del CAI Sez. Tortona, di cui dal 2024 sono diventato referente. Negli anni 2022 e 2023, sono stato iscritto all’albo regionale del rilevatori della rete escursionistica piemontese. Come Presidente della Pro Loco di Caldirola e, sostenendo l’ingresso nel coordinamento “Insieme per il Territorio”, ho assunto l’impegno della manutenzione della pressoché totalità dei percorsi escursionistici di Caldirola, a cui mi sto dedicando in prima persona, facendo anche da apripista per un nuovo impegno delle Pro Loco nella cura e valorizzazione del territorio. Nel mio breve impegno come consigliere comunale di Fabbrica Curone, ho ideato e proposto l’itinerario escursionistico “Le fontane di Caldirola”, realizzato partecipando ad un bando del GAL Giarolo Leader e a cui ho dedicato gran parte del nostro tempo libero degli ultimi anni.
Attraverso l’Associazione, ho contribuito a realizzare iniziative per far conoscere il mio appennino agli amanti delle escursioni, della natura e soprattutto ai più piccoli, collaborando ad eventi che coinvolgono scuole e centri estivi. Dal 2025 sto lavorando alla realizzazione di un sentiero didattico per i bambini, arricchito da sculture realizzate con la motosega.

E “A un passo dalla vetta”, che fine ha fatto?
Il blog si è ulteriormente rinnovato sul finire del 2025, adottando un layout più in linea con il suo sviluppo recente. Gli aggiornamenti si sono fatti meno frequenti perché è minore anche il tempo da dedicare alle escursioni ma “A un passo dalla vetta” è vivo e vegeto: continuerò a camminare e a raccontarvi le mie giornate sui sentieri, ogni volta che ne avrò la possibilità; tornerò anche a scrivere, è un mio obiettivo. Di certo, ancora oggi “A un passo dalla vetta” rappresenta un archivio enorme a disposizione degli appassionati del nostro appennino a cui si può attingere liberamente e gratuitamente.
“A un passo dalla vetta” è un percorso – il mio percorso – e, come tale, ha avuto differenti sbocchi e diramazioni con il trascorrere del tempo. L’importante è che qualunque cosa io faccia, che porti il nome di Cristiano Zanardi oppure di “A un passo dalla vetta”, sia sempre ispirato ai valori del rispetto e dell’amore per il territorio, avendo cura di restare alla larga da chi lo sfrutta solo per ricavarne visibilità.
